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Attualità, Migrazioni

Lampedusa. Il grido di Maria José Mendes Evora, Cavaliere della Repubblica Italiana

Dei tanti appelli, sottoscrizioni, lettere aperte, ecc… che girano in questi giorni per la comprensibile indignazione seguita all’ultima tragedia di Lampedusa, ho scelto di condividere con voi questa lettera struggente per la sua semplicità e dignità – indirizzata a Enrico Letta. Conosco e stimo Maria José da diversi anni; di origine capoverdiana, è una rinomata militante per i diritti umani.

SPAIN-MOROCCO-IMMIGRATION Caro Presidente del Consiglio
Enrico Letta
Palazzo Chigi (00187)
Roma

Ogni giorno che passa, il mio cuore piange per le continue notizie che leggo sulla morte di molte persone, delle quali noto che la maggior parte arriva dal mio Continente. Nella giornata del 3 Ottobre 2013 mi si è strappato non solo il cuore ma anche la volontà di andare avanti, leggevo dei circa 90 cadaveri ripescati e il numero andava via via aumentando. Anzi nei giorni successivi abbiamo saputo con orrore che il numero dei dispersi era tre/quattro volte superiore. E io mi chiedo, possiamo continuare ad assistere a queste scene? Possiamo essere inerti testimoni di simili tragedie? No!

Tante sono le ragioni per le quali ho deciso di rivolgermi a Lei, pur riconoscendo le difficoltà che Lei e la Nazione italiana, e in parte, anche noi, stiamo fronteggiando in questo momento, ma la mia speranza è che l’Italia riprenda la via giusta e prosegua il suo percorso. È vero che il nostro Paese, al momento attuale, ha delle priorità, ma Le chiedo di far sì che nel suo Programma di Governo non venga meno l’attenzione sulla Cooperazione. Cooperazione questa, fra l’Italia e i Paesi di maggiore uscita delle popolazioni migranti.

Con questa convinzione io mi avvicino a Lei, con il massimo rispetto e soprattutto riconoscendo il cammino non sempre facile che si trova ad affrontare, ma La prego di intervenire, secondo le disponibilità del suo Governo, su quanto le chiediamo. Mi creda Presidente, le ragioni della mia lettera stanno nel fatto che inizio a percepire il disappunto di molti, di tanti tra noi in particolar modo migranti provenienti dall’Africa. Sì, di tanti di NOI! E la cosa più triste è che siamo convinti di non avere in mano una soluzione né vediamo soluzioni nell’immediato.

Papa Francesco, ha detto su quanto sta accadendo e in particolare sull’ultima tragedia lampedusana: “è una vergogna”, ma io aggiungo, è una tristezza! Ed è una tragedia che il Mondo non può continuare ad accettare. Forse, se fossimo un po’ più giusti (e aggiungo anche io) e se il Nostro Pianeta fosse stato più giusto, molte tragedie sarebbero state evitate. E di fronte a quanto è accaduto e a quanto accadrà, mi viene da chiedere: fino a quando potremmo continuare ad assistere a questi episodi? E Le ripeto: non ho una soluzione. Mi mancano gli strumenti!

Ogni Persona dovrebbe avere il diritto di vivere sul territorio in cui è nato, e/o di poterne scegliere un altro; invece siamo sottoposti a dei momenti mai voluti ed indesiderabili ai nostri occhi. Credo che la nostra Società deve essere ripensata, e qui vedo la necessità di un pensiero a livello globale. Però noto con tristezza che viviamo ancora oggi avvolti da una mentalità, oserei dire prettamente egoista, ove prevale una forte inegualianza sia fra Persone che fra Stati.

Caro Presidente, sono certa che le mie parole non resteranno vane, visto che ho potuto costatare il Suo rispetto e la Sua stima nei confronti di chi ha scelto l’Italia per vivere e/o lavorare. E sono certa che la sua attenzione è evidente anche nei confronti di chi ha cercato di approdare in Italia e non ce l’ha fatta. L’Italia è Terra di approdo, di residenza, di stabilizzazione per tanti di noi, con o senza famiglia. Anche io arrivai circa trentaquattro anni fa, ma con una differenza: arrivai con l’Aereo ed ero in possesso di contratto di lavoro presso una famiglia napoletana.

Per terminare e com’è mia consuetudine, riprendo una frase che ho riportato in varie occasioni e che mi viene spontaneamente in questo contesto: al centro di ogni cosa deve essere collocata la Persona.

Signor Presidente,
convinta della Sua grande sensibilità, La saluto cordialmente.

Maria José Mendes Evora
Cavaliere della Repubblica Italiana

Informazioni su Italiena

Mediatrice transculturale di origine camerunese, vive a Roma dal 1992. Studi universitari in Sociologia, è anche consulente e formatrice su tematiche legate all'Intercultura.

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