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Approfondimenti, Mediazione Transculturale, Migrazioni, Società e Politica

Esperienze di Mediazione Culturale in un C.A.R.A

L’importanza della figura del mediatore culturale al CARA – Centro Accoglienza Richiedenti Asilo – di Mineo.

SPAIN-MOROCCO-IMMIGRATION E’ una delle figure più importanti in tutti i centri che si occupano di immigrazione, e non è assolutamente da confondersi con un semplice interprete. Il mediatore infatti deve fare da intermediario tra una cultura e un’altra completamente differente, deve far comunicare due mondi, due culture, due tradizioni spesso molto lontane fra loro. Non è un caso, infatti, se al Cara di Mineo lo staff dei mediatori è tra quelli più numerosi, sempre impegnato su diversi fronti e rappresentato da molti stranieri madre lingua, provenienti proprio dai paesi africani di maggior riferimento.
Abbiamo parlato con alcuni di loro, tra cui Dario, Isidoro, Salomon, Moussa, Teholde, Ramzi e Denise Zaksongo che dirige e coordina lo staff. Ne è venuta fuori la scheda che vi proponiamo.

LE FUNZIONI DELLA MEDIAZIONE PRESSO IL CARA DI MINEO
Analizzando i bisogni di mediazione degli utenti appartenenti a culture diverse e degli operatori che devono rispondere loro, si può delineare la mediazione culturale come un processo duplice e reciproco di decodifica della comunicazione che si applica a tre livelli:
un livello di ordine pratico-orientativo: Il primo ordine di mediazione, richiesta più o meno esplicitamente dagli utenti, ha una funzione pratico-orientativa: disorientati di fronte a un sistema socio-istituzionale e politico-burocratico per loro estraneo, essi richiedono ai loro connazionali (o ad autoctoni con i quali hanno stabilito un rapporto privilegiato) di essere guidati nei loro primi contatti con i servizi e con le istituzioni del nuovo paese. Gli immigrati cercheranno una mediazione, per esempio, quando dovranno iscrivere i propri figli a scuola, quando dovranno rivolgersi al sistema sanitario per le vaccinazioni dei bambini, sbrigare pratiche burocratiche, ecc.
un livello linguistico-comunicativo: La mediazione che si svolge all’interno delle istituzioni e dei servizi ha una funzione linguistico-comunicativa specifica che scaturisce dal rapporto interpersonale diretto tra operatori ed utenti appartenenti a culture differenti: i primi ricoprono un ruolo professionale e/o istituzionale; gli altri, per i bisogni o per i disagi di cui sono portatori, si trovano in posizione di fragilità e dipendenza nei confronti di chi eroga loro i servizi. La mediazione culturale ha l’obiettivo di creare un contesto comunicativo nel quale le persone di culture diverse possono considerare normali cose che all’inizio sembravano strane o bizzarre perché appartenenti a culture estranee alla propria.
un livello psico-sociale: A questo livello il mediatore può assumere un ruolo di cambiamento e stimolo per la riorganizzazione del servizio, di arricchimento della programmazione delle attività in atto, al fine di far diventare il servizio più accessibile e accogliente. La mediazione diventa, così, essa stessa agente di cambiamento dinamico. Compito del mediatore è quello di farsi interprete delle esigenze delle due parti, cercando di capire ciò di cui esse hanno bisogno.

La mediazione culturale è una professione che ha l’obiettivo di facilitare le relazioni tra gli autoctoni ed i cittadini stranieri, con l’intento di promuove la reciproca conoscenza e comprensione, al fine di favorire un rapporto positivo fra soggetti di culture diverse. Gli elementi che maggiormente caratterizzano lo staff dei mediatori culturali del Cara di Mineo sono la competenza comunicativa, l’empatia, l’ascolto attivo e la conoscenza sia del Paese di accoglienza, sia del Paese di provenienza (cultura, leggi, tradizioni, ecc.), non a caso sei dei nostri mediatori sono madrelingua.

Quindi i mediatori collaborano costantemente con tutti gli altri operatori presenti al Cara di Mineo, che, per soddisfare le esigenze dei propri ospiti e garantire percorsi di inserimento ha al suo interno avvocati, assitenti sociali, psicologi, operatori culturali, animatori, insegnanti, ecc.

Chiediamo a Dario Guarnera: “Volendo fare un esempio pratico con la macro area ludico ricreativa quali sono le vostre mansioni?”
L’attività del mediatore si interfaccia con l’area ludico-ricreativa in occasione di determinati eventi e consiste nel fornire un supporto linguistico per garantire una migliore comunicazione tra ospiti e professionisti. In questo contesto la visita del Vescovo di Caltagirone è stata coadiuvata dalla presenza dei mediatori. Inoltre, il mese di novembre ha visto la presenza di una troupe televisiva per le riprese di un documentario all’interno del Cara di Mineo. Tutte le riprese sono state effettuate con la collaborazione dei mediatori che hanno messo a disposizione le loro competenze linguistiche e comunicative. Per quanto riguarda il Job Center, il mediatore garantisce completa comprensione e mediazione linguistica tra l’operatore e l’ospite nella compilazione del curriculum vitae, nel bilancio delle competenze e nella ricerca delle attitudini personali degli ospiti per l’inserimento nel mondo lavorativo. Quanto alle attività dell’insegnamento della lingua italiana, il mediatore collabora con gli educatori dei corsi per facilitare la realizzazione dei progetti in atto.

Ma, oltre alla collaborazione con gli staff delle altre macro aree, ci sono tanti altri momenti in cui è indispensabile la figura del mediatore culturale…

Oltre a svolgere le attività preliminari di orientamento e informazione, si è sempre tentato di instaurare un dialogo più profondo e diretto che ha permesso di stabilire anche un rapporto di fiducia. La funzione di ponte risulta sempre indispensabile all’interno di un campo dove convivono ospiti e lavoratori (operatori e professionisti) e dove è necessario prevenire qualsiasi tipo di conflitto.
Il servizio di mediazione generica si concentra, quindi, in tutte quelle attività dove è richiesta la presenza del mediatore e consiste nella copertura dei punti strategici, come Infopoint, Mensa, Bazar e Porta Carraia.
L’Infopoint è uno dei punti d’incontro più importanti del CARA Mineo. Presso questa struttura, l’ospite viene accolto dal mediatore o dall’operatore di supporto che ascolta la richiesta e, quindi, informa e indirizza verso il professionista desiderato. In quanto fulcro del centro, l’Infopoint è sempre un punto strategico e la presenza del mediatore risulta essere indispensabile.
La presenza del mediatore in mensa ha lo scopo di facilitare la comunicazione tra ospiti e operatori , e prevenire eventuali incomprensioni tra gli stessi, presso il Bazar garantisce un migliore funzionamento del servizio e in Porta Carraia il mediatore si presta a coadiuvare le forze dell’ordine nelle operazioni di controllo e gli operatori della logistica durante le partenze giornaliere degli autobus per e da Mineo.
La mediazione non è semplicemente legata all’espletamento di singole attività, ma si verifica in tutti gli ambiti come accoglienza, orientamento, informazione e comunicazione diretta tra ospiti e gli altri enti (Croce Rossa Italiana, Commissione Territoriale, Questura di Catania e Ufficio Immigrazione). Durante il progetto “accoglienza”, concordato di volta in volta con le macro-aree ogni qualvolta si assiste a nuovi arrivi, il mediatore collabora con gli altri colleghi per l’orientamento.
Il fenomeno delle migrazioni sta trasformando l’Italia in un Paese multiculturale, dove vivono fianco a fianco persone di lingua, religione e cultura diverse. Conoscere l’altro, la sua realtà storica, culturale e religiosa è sicuramente uno degli aspetti fondamentali per la realizzazione di una convivenza pacifica e per una buona gestione del fenomeno dell’immigrazione. Risulta, quindi, sempre indispensabile la figura del mediatore in seno ai rapporti tra ospite e territorio circostante. L’integrazione degli ospiti è un obiettivo primario che il Cara di Mineo si pone.

Fonte: CARA Mineo

Informazioni su Italiena

Mediatrice transculturale di origine camerunese, vive a Roma dal 1992. Studi universitari in Sociologia, è anche consulente e formatrice su tematiche legate all'Intercultura.

Discussione

Un pensiero su “Esperienze di Mediazione Culturale in un C.A.R.A

  1. guardate che sono stato in Italia dall’89 mese di settembre fino al 1994 avevo ancora anni validi in mio permesso di soggiorno in febbraio, sono stato contrito di ritornare come chiedente di asilo ove ho passato nove anni con lo statuto di chiedente di asilo. entrato in Italia in febbraio 2003 in dicembre i dott. hanno tentato di uccidermi. per fortuna Dio non quello della religione ma il vero Dio universale mi aveva risuscitato, ma sono rimasto finora Invalido 100%. nessuno assistenza né come rifugiato né come invalido di più avevano rifiutato di darmi neanche l’assegno di invalidità e barbone senza dov’è riposarmi in inverno e state nemmeno la CARITASSE non mi avevano accolto solo per la mia visione religiosa. nemmeno quei associazione che pretendono proteggere lo straniero solo sfruttarmi con la complicità degli avvocati. Sapete ciò ch’era successo? alla commissione a Roma non mi era nemmeno seduto che il signore mi annunciava la chiusura della mia sezione. come se non bastava a Siracusa dove non ho mai assistito in una commissione, è stata la sentenza della corte di appello che avevo scoperto che Siracusa aveva fatto una commissione al nome mio e che mi avevano negato il diritto di rifugiato. scusate di quello ch’è fuori il commento che aspettavate. ha stato necessario per arrivare alla mia versione del fatto. dal queste vostre associazione alla nomina di un ministro nera. per me questo non ha senso è solo un inganno ai ciechi io non cadrò in tale finti giochi perché conosco l’Italia cosa Sieti capace. l’Italia giudaizzabile per appropriazione in debita ai detrimenti dei chiedenti di asilo e rifugiati per me è anche più peggio, cosa avete fatto per proteggerci di queste truffe non solo ma anche la tortura e i trattamenti digradanti ed inumani. per me siete complice

    Pubblicato da ntomb | 1 maggio 2013, 22:10

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