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Eventi, Migrazioni

Rapporto 2013 sulle condizioni di richiedenti asilo e rifugiati in Italia

Roma. Il Centro Astalli ha presentato oggi il suo rapporto annuale sulle attività in favore di richiedenti asilo e rifugiati. Una fotografia aggiornata sulle condizioni di richiedenti asilo e rifugiati in Italia.

563655_10200425312069793_1207796991_n Scarica il Rapporto 2013 del Centro Astalli

Calano le domande d’asilo, ma non i bisogni
Sono state appena 15.700 le domande d’asilo presentate in Italia nel 2012, meno della metà rispetto all’anno precedente e un numero bassissimo, anche in termini assoluti, rispetto a quelli registrati nei principali Paesi europei. Tra le nazionalità più rappresentate, accanto a Costa d’Avorio, Afghanistan e Pakistan, per la prima volta si registra il Mali, teatro di una grave crisi internazionale.

Accoglienza e integrazione restano insufficienti
Nonostante i dati rappresentino un fenomeno di dimensioni assolutamente gestibile di arrivi in Italia, siamo ancora lontani dall’avere un sistema nazionale per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati unitario, integrato e commisurato ai flussi di arrivo. Le misure di integrazione rappresentano un punto particolarmente dolente nel già problematico sistema italiano. Molti titolari di protezione si trovano di fatto abbandonati a loro stessi, con ben poche opportunità di crearsi un percorso autonomo: ciò contribuisce a alimentare il fenomeno delle occupazioni, particolarmente grave a Roma, che vede centinaia di rifugiati vivere a margine della società, in condizioni di assoluto degrado.
Insieme alla ricerca di un lavoro, l’affitto di un alloggio è la sfida più difficile: l’onerosità delle locazioni e gli anticipi richiesti scoraggiano anche chi può contare su un impiego stabile.

La crisi non accenna a diminuire. Ne fanno le spese i rifugiati…
Continuano a sentirsi, più forti che mai, gli effetti della crisi. La permanenza nei centri di accoglienza continua ad allungarsi. Nonostante la partecipazione a diversi corsi di formazione e il costante orientamento offerto dagli operatori, nel 2012 solo pochi ospiti dei centri hanno lavorato con continuità. Anche nel nord Italia, la ricerca di occupazione si è fatta difficoltosa.

… e le famiglie in particolare
Ancora più complicata è la situazione di chi ha una famiglia a carico, oppure intraprende una procedura di ricongiungimento familiare. Le famiglie rifugiate richiedono un’attenzione particolare e una progettualità complessa, che tenga conto di una varietà di fattori. Quello economico è particolarmente rilevante, nel caso di nuclei numerosi o monoparentali, ma le esigenze specifiche di ciascuno dei membri, a partire da quelle dei minori, possono essere altrettanto se non maggiormente urgenti.

Accompagnare i più vulnerabili è una sfida sempre più necessaria
Le vittime di tortura che nel 2012 si sono sottoposte a una visita per il rilascio del certificato medico-legale da presentare alla Commissione Territoriale sono state 267, con un incremento di oltre il 60% rispetto all’anno precedente. Il dato che desta maggiore preoccupazione è che molto spesso queste persone, pur tanto provate, non riescono ad accedere a misure di accoglienza adeguate: il 22% delle 439 vittime di tortura seguite dal Centro di orientamento legale ha dichiarato di vivere per strada, in edifici occupati o di essere saltuariamente ospitati da amici e conoscenti.
A causa degli ingenti tagli alla sanità, si è molto ridotta la capacità del territorio di fornire assistenza alle persone la cui salute mentale è duramente provata da traumi passati e presenti. Eppure un accompagnamento specifico e mirato potrebbe prevenire la maggior parte dei casi di acutizzazione e cronicizzazione, evitando molte tragedie.

Ad arricchire il Rapporto annuale 2013 “Storie di rifugiati”, troverete degli inserti fotografici e un approfondimento sul difficile tema dei ricongiungimenti familiari.
Fonte: Centro Astalli

Informazioni su Italiena

Mediatrice transculturale di origine camerunese, vive a Roma dal 1992. Studi universitari in Sociologia, è anche consulente e formatrice su tematiche legate all'Intercultura.

Discussione

Un pensiero su “Rapporto 2013 sulle condizioni di richiedenti asilo e rifugiati in Italia

  1. Grazie per tutte queste informazione che ci dai!

    Pubblicato da Bah Abdoulaye (@abkodo2) | 30 marzo 2013, 21:52

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