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Approfondimenti, Mediazione Transculturale, Società e Politica

Concorsi e selezioni pubbliche di mediatori culturali. Illegittimo il requisito di cittadinanza

Una pubblica amministrazione – il Distretto Socio-sanitario Roma G6 – toglie il requisito di cittadinanza ed estende la partecipazione agli extracomunitari.

2410120352_Form1 A seguito delle azioni promosse dall’antenna territoriale antidiscriminazioni ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione – di Roma, il Distretto socio sanitario Rm G 6 ha provveduto, in data 15.01.2013, a rettificare 5 bandi di concorso indetti per il reclutamento di alcune figure professionali (nello specifico: mediatori culturali, sociologi, assistenti sociali, referente del segretariato sociale, statistico). Nella lettera si evidenziava, in particolare, come dal concorso fossero stati illegittimamente esclusi i lavoratori extracomunitari regolarmente soggiornanti prevedendo per i 5 bandi in esame espressamente il requisito della cittadinanza italiana o comunitaria.

Leggi la delibera di rettifica per la figura professionale del Mediatore Culturale

Sulla questione dell’accesso di stranieri di Paesi Terzi non membri U.E ai rapporti di pubblico impiego, sussiste un confronto tra, da un lato una posizione di chiusura dell’Autorità di Governo, come risulta dall’interpretazione del quadro normativo offerta dalla circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica del 28/09/2004, e dall’altro la prevalente giurisprudenza di merito (vedi le numerose sentenze dei T.A.R negli ultimi anni) favorevole invece a una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 38 D.lgs 165/2001 in senso favorevole all’accesso degli stranieri di Paesi Terzi non membri UE. Quest’ultima linea interpretativa si fonda sul principio di parità di trattamento dei cittadini di Paesi Terzi regolarmente soggiornanti in Italia rispetto ai cittadini nazionali, ai sensi di quanto previsto dagli art. 2 e 3 del Testo Unico sull’Immigrazione (D.lgs 286/98) facente espresso riferimento alla Convenzione OIL – Organizzazione Internazionale del Lavoro – ratificata dall’Italia con Legge 158/81 e che concerne anche l’ambito dell’accesso al lavoro con le uniche eccezioni degli impieghi per i quali la limitazione nei confronti dei lavoratori migranti risponda ad un interesse dello Stato.

Inoltre per talune categorie di cittadini di Paesi Terzi non membri dell’Unione Europea sussiste un diritto di accesso ai rapporti di pubblico impiego alle stesse condizioni previste per i cittadini U.E, sulla base della “copertura” assicurata da specifiche disposizioni del diritto dell’Unione Europea aventi efficacia diretta ed immediata nell’ordinamento interno e prevalendo su eventuali disposizioni nazionali incompatibili, secondo i convalidati principi relativi ai rapporti tra diritto UE e diritto nazionale:
– Cittadini di Paesi Terzi non membri dell’Unione Europea, familiari di cittadini UE
– Soggiornanti di lungo periodo (titolari di CESLP o cosiddetta “carta di soggiorno”)
– Rifugiati e titolari di protezione sussidiaria

Ritengo che le mansioni del mediatore culturale presso una pubblica amministrazione non implicano l’esercizio di pubblici poteri, pertanto è illegittimo il requisito di cittadinanza italiana o europea con la conseguente esclusione dei cittadini di Paesi Terzi, quando richiesto nei concorsi e selezioni pubbliche .
Se ritenete di essere in possesso dei requisiti professionali richiesti per un bando della pubblica amministrazione che prevede anche il requisito di cittadinanza, il mio suggerimento è:
1-) Scrivere all’ufficio che ha emesso l’avviso pubblico, chiedendo che il bando venga riaperto con la cancellazione del requisito di cittadinanza onde consentire anche ai cittadini di Paesi Terzi non membri UE di parteciparvi
2-) Inviare una segnalazione all’UNAR – Ufficio Nazionale Anti Discriminazione – presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, affinché possa formulare una raccomandazione o un parere in merito se lo ritiene opportuno, avvalendosi delle prerogative assegnategli dall’art. 7 comma 2 lett. b) e e) del D.Lgs 215/2003, in quanto autorità nazionale contro le discriminazioni razziali, costituita per effetto del ricevimento della direttiva europea 2000/43/CE.
3-) Chiedere la consulenza legale gratuita di ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione.

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Informazioni su Italiena

Mediatrice transculturale di origine camerunese, vive a Roma dal 1992. Studi universitari in Sociologia, è anche consulente e formatrice su tematiche legate all'Intercultura.

Discussione

Un pensiero su “Concorsi e selezioni pubbliche di mediatori culturali. Illegittimo il requisito di cittadinanza

  1. La rettifica obligata del bando è stato un bel gesto di dissuasione ma purtroppo non è servito a niente. Vincono sempre i stessi nomi.

    Pubblicato da Anonimo | 8 aprile 2013, 20:22

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