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Attualità, Normativa

Regolarizzazione 2012. Riaperti i termini per completare la procedura: domande fino al 31 Gennaio 2013

Chi ha pagato il contributo forfettario senza inviare la domanda potrà completare la procedura dal 10 dicembre 2012 al 31 gennaio 2013. Istruzioni anche per i casi di “interruzione” del rapporto di lavoro.

La regolarizzazione si riapre, ma solo per i datori di lavoro “ritardatari”: famiglie e imprese che entro il 15 ottobre scorso hanno versato con un F24 i mille euro di contributo forfetario per accedere alla procedura di emersione, ma poi non hanno spedito la domanda online.
Con la circolare del 4 dicembre 2012, il ministero dell’Interno fornisce tutte le indicazioni operative per chi ha versato entro il 15 ottobre 2012, attraverso il modello F24, il contributo forfettario di 1.000 euro relativo alla procedura di emersione del rapporto di lavoro irregolare a favore di lavoratori stranieri, ma non ha inviato la domanda correlata. Queste persone potranno completare la procedura di regolarizzazione inviando la domanda a partire dalle ore 8 del 10 dicembre 2012 fino al 31 gennaio 2013 attraverso il sistema di inoltro telematico utilizzando l’indirizzo web https://nullaostalavoro.interno.it.
Come credenziali per l’invio della domanda gli interessati dovranno indicare, senza registrarsi:
– per la mail utente, il codice fiscale/partita Iva del datore di lavoro riportato sul modello F24 utilizzato per pagare il contributo forfetario;
– per la password, il numero del documento identificativo del lavoratore presente sullo stesso modello.

Leggi la Circolare del Ministero Interno

Il Viminale ha deciso quindi di dare un’altra possibilità ai datori di lavoro che, pur avendo manifestato la volontà di procedere alla regolarizzazione del rapporto di lavoro con il cittadino extracomunitario, non hanno portato a termine la procedura. Tuttavia questa nuova chance è solo per chi fatto il versamento entro il 15 ottobre; per tutti gli altri la regolarizzazione è ormai chiusa.

Permesso per attesa occupazione se il rapporto si interrompe prima
La circolare indica anche come procedere in caso di interruzione del rapporto di lavoro, per causa di forza maggiore sopravvenuta (decesso della persona da assistere o cessazione di azienda, se si tratta di lavoro subordinato) o per volontà degli interessati (licenziamento o dimissioni), e in caso di disconoscimento dell’istanza stessa da parte del datore di lavoro.
Il rapporto di lavoro può terminare per forza maggiore, ad esempio perché la persona che la badante stava assistendo è morta, oppure perché l’azienda chiude. In questi casi, al momento della convocazione, verrà consentito il subentro di un componente del nucleo familiare del defunto o dell’azienda subentrante, anche con sostanziali modifiche del rapporto di lavoro, purché ci siano i requisiti previsti dalla legge. Se il subentro non è possibile, al lavoratore verrà rilasciato un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Infine nei casi di disconoscimento della domanda la procedura verrà chiusa e archiviata: alcuni datori di lavoro hanno dichiarato di non essere stati loro a presentare la domanda. Il ministero dell’Interno spiega che dovranno presentare alla Polizia una denuncia per “furto di identità” e quindi portarla allo Sportello Unico sull’Immigrazione.

Informazioni su Italiena

Mediatrice transculturale di origine camerunese, vive a Roma dal 1992. Studi universitari in Sociologia, è anche consulente e formatrice su tematiche legate all'Intercultura.

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