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Attualità, Salute e Migrazione

Regolarizzazione 2012. Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale del lavoratore straniero in fase di emersione

Gli immigrati irregolari i cui datori di lavoro hanno presentato domanda di regolarizzazione possono iscriversi, in attesa della definizione della procedura di regolarizzazione, al Sistema sanitario nazionale e usufruire di tutte le prestazioni sanitarie. Questo è quanto prevede il Documento per la corretta applicazione della normativa dell'assistenza sanitaria alla popolazione straniera così come anticipato dal Ministro Renato Balduzzi in una Agenzia Ansa di queste ultime ore, nella quale ha specificato che si tratta di una iscrizione temporanea in attesa della conclusione della domanda di regolarizzazione.

Documenti da presentare per l’iscrizione al Servizio sanitario Nazionale:
– codice fiscale (da richiedere all’Agenzia delle Entrate);
– copia della domanda di regolarizzazione;
– documentazione che attesti il domicilio.

Questa decisione deriva da una semplice interpretazione fondata sui principi generali che regolano il diritto all’assistenza sanitaria. Se le persone, in base alla regolarizzazione, stanno lavorando, hanno già versato il contributo forfetario e ora stanno proseguendo con il pagamento dei contributi, sarebbe assurdo escluderle dall’iscrizione e dalle prestazioni. In buona sostanza i lavoratori in fase di regolarizzazione hanno diritto all’iscrizione obbligatoria come se fossero regolarmente soggiornanti in quanto hanno in corso regolare attività di lavoro subordinato.
Pertanto la disposizione data è quella di riconoscere, in base alla sola documentazione attestante l’inoltro della domanda di regolarizzazione, l’iscrizione della durata di sei mesi in via provvisoria, salvo proroga se entro questo termine non sia ancora stata perfezionata la regolarizzazione e salvo trasferire l’iscrizione da una posizione provvisoria a un’iscrizione definitiva dopo l’ottenimento del permesso di soggiorno.
Il diritto all’iscrizione temporanea al SSN si estende anche ai figli minori, soggiornanti in Italia, degli stranieri che hanno fatto richiesta di regolarizzazione e sono in attesa del rilascio del permesso di soggiorno. A questo fine lo straniero dovrà rilasciare alla ASL territorialmente competente una dichiarazione dei dati anagrafici relativi ai figli minori soggiornanti, con l’indicazione che questi ultimi sono a proprio carico. La durata di tale iscrizione è di sei mesi e coincide con quella del genitore dichiarante.

Anche nell’ultima sanatoria il Ministero Interno aveva chiarito nella circolare 8450 del 23 Dicembre 2009 che il lavoratore straniero è iscrivibile di diritto al SSN durante la procedura di emersione dal lavoro irregolare. E nel corso della cosiddetta “Sanatoria Bossi-Fini” del 2002, gli stranieri che avevano fatto richiesta di regolarizzazione o per i quali era stata presentata la dichiarazione di emersione di lavoro irregolare (ai sensi della Legge n° 189 del 30 luglio 2002) avevano diritto all’iscrizione obbligatoria al Sistema Sanitario Nazionale.

Rilascio del codice fiscale ai lavoratori immigrati in fase di regolarizzazione
L’Agenzia delle Entrate ha già previsto in passato, con Circolare 21.02.2003 n° 16 “Rilascio del codice fiscale ai lavoratori immigrati in fase di regolarizzazione”, il rilascio di un codice fiscale provvisorio ai lavoratori stranieri in attesa di regolarizzazione. Questo in considerazione del fatto che il migrante in attesa di definizione della procedura di regolarizzazione può avere l’oggettiva necessità di vedersi attribuire il codice fiscale: ad esempio per iscriversi al Servizio sanitario nazionale. Il lavoratore dovrà presentare copia della domanda di regolarizzazione, insieme al passaporto valido o documento equipollente.
Facciamo presente che anche il datore di lavoro che ha presentato la domanda di regolarizzazione per il lavoratore straniero e che sia tenuto agli obblighi di indicazione del codice fiscale per il medesimo lavoratore, prima del completamento della procedura di regolarizzazione, può chiederne l’attribuzione ai sensi dell’art 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 605/1973, e successive modificazioni. In tal caso è obbligatoria la presentazione della copia della domanda di regolarizzazione, insieme alla copia del documento del lavoratore secondo le regole già sopra definite.

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Informazioni su Italiena

Mediatrice transculturale di origine camerunese, vive a Roma dal 1992. Studi universitari in Sociologia, è anche consulente e formatrice su tematiche legate all'Intercultura.

Discussione

Un pensiero su “Regolarizzazione 2012. Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale del lavoratore straniero in fase di emersione

  1. Pubblico qui l’odierna e controversa circolare Prot. 56675 del 26/10/2012 del Ministero Interno con le indicazioni in merito all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale dei cittadini stranieri in attesa di regolarizzazione:
    http://www.stranieriinitalia.it/images/circointerno26ott2012.pdf
    Oltre a contraddire quanto già disposto dal Ministro della Salute (che segue, ricordiamolo, le indicazioni degli assessorati alla salute delle Regioni italiane) il Ministero dell’Interno riprende le ambigue disposizioni impartite durante la “Sanatoria colf e badanti 2009” nell’interpretare la posizione dei regolarizzandi.
    Il testo della circolare prima fornisce una serie di precisazioni assolutamente condivisibili, come il fatto che il contributo versato di 1.000 euro copre in parte anche la spesa sanitaria, che la presentazione della domanda di regolarizzazione rende inespellibili i soggetti in questione, che quindi la loro posizione è assimilabile a quella per cui è prevista l’iscrizione obbligatoria al SSN.
    Poi però, la stessa circolare, nel tirare le somme, fornisce indicazioni agli uffici competenti nel senso di procedere al rilascio del codice STP (di cui ovviamente quasi tutti i lavoratori per cui è stata presentata la domanda di regolarizzazione erano già in possesso) e di assistere gli stessi quindi come stranieri temporaneamente presenti???
    Ricordiamo che l’assistenza legata al possesso del Codice STP è riferita alle sole cure essenziali indifferibili ed urgenti; una tale formulazione del Ministero Interno risulta pertanto assolutamente ambigua e pericolosa.
    La circolare sembra fornire indicazioni in questo senso in seguito alla mancanza del codice fiscale assegnato ai lavoratori in fase di regolarizzazione (eppure l’Agenzia delle Entrate ne può rilasciare uno temporaneo!!!); inoltre una cosa è stabilire una iscrizione al SSN utilizzando il codice STP in sostituzione del codice fiscale, altra cosa e ben diversa, è indicare che l’assistenza venga effettuata secondo le modalità riservate agli stranieri temporaneamente presenti, ai quali appunto è garantita una parziale erogazione del servizio.
    Infine il Ministero Interno nella suddetta circolare, con una formulazione francamente discutibile, prende posizione anche rispetto agli oneri derivanti dalle prestazioni rilasciate che, a differenza di quanto normalmente previsto per chi è assistito con codice STP, non potrebbero essere rendicontate allo stesso Ministero: in maniera molto confusa quindi si stabilisce un generico diritto all’assistenza, che già i regolarizzandi avevano in base proprio al possesso del’STP, che da oggi, secondo il Ministero Interno, viene semplicemente confermato, ma non tradotto in una vera e propria iscrizione al SSN nonostante siano già previsti i versamenti dei contributi e l’Inps abbia anche annunciato l’invio dei bollettini per il pagamento dei contributi a chi ha presentato domanda di regolarizzazione!!!

    Pubblicato da Italiena | 26 ottobre 2012, 23:49

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