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Attualità, Migrazioni, Normativa

A Settembre la sanatoria per i lavoratori stranieri irregolari

Il governo ha adottato oggi delle norme che introducono profonde innovazioni per la normativa sull’immigrazione: Pene più severe per chi assume stranieri senza permessi di soggiorno, e Permesso di soggiorno per lo straniero che denuncia il suo datore di lavoro in nero. In arrivo anche una procedura di regolarizzazione, chiamata “Ravvedimento operoso” per l’emersione dal lavoro nero con sanzioni di 1.000 euro per ciascun lavoratore.

E’ quanto previsto dal Decreto Legislativo approvato oggi in via definitiva, che recepisce la Direttiva 2009/52/CE del Parlamento Europeo Normativa comunitaria in materia di sanzioni e provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

Ravvedimento operoso
Il testo approvato prevede una ampia “Disposizione transitoria” incentrata sula possibilità di un “ravvedimento operoso” per quanti, al momento dell’entrata in vigore del decreto, abbiano irregolarmente alle proprie dipendenze un lavoratore extracomunitario.
I datori di lavoro (esclusi quanti risultino condannati nei cinque anni precedenti per reati come lo sfruttamento del lavoro o il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina) dovranno presentare una “Dichiarazione di emersione” allo Sportello unico per l’immigrazione nella “finestra temporale” – presumibilmente tra 15 settembre e 15 ottobre 2012 – contestualmente al pagamento di un contributo forfetario che non dovrebbe superare i 1.000 euro per ciascun lavoratore e previa regolarizzazione delle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi di lavoro “in nero”.
Successivamente lo Sportello unico per l’immigrazione verificherà l’ammissibilità della dichiarazione presentata dal datore, quindi convocherà le parti per la stipula del contratto di soggiorno e la presentazione della richiesta di soggiorno per lavoro subordinato. Nelle 24 ore successive il datore è poi obbligato a trasmettere la comunicazione obbligatoria dell’avvenuta assunzione ai Centri per l’impiego o, nel caso di lavoro domestico, all’Inps.
Sono esclusi dalla procedure di emersione i lavoratori extracomunitari che siano stati colpiti da provvedimento di espulsione, o che siano stati segnalati per impedirne il reingresso in Italia (tranne quando la segnalazione sia associata ad un divieto di reingresso per «mero soggiorno illegale»), o che risultino condannati per un reato per il quale sia previsto l’arresto in flagranza.

Pene più severe per chi assume stranieri irregolari
Passata la breve fase transitoria per consentire al datore di lavoro di adeguarsi alla nuova normativa, il decreto entrerà in vigore.
Prevede che chi è stato condannato anche in via non definitiva per questo tipo di reato non potrà far arrivare in Italia lavoratori stranieri con i flussi di ingresso. Inoltre, dovrà pagare una nuova multa pari al “costo medio di rimpatrio del lavoratore straniero assunto irregolarmente”, soldi che serviranno a finanziare i rimpatri, ma anche progetti per l’integrazione. Questo oltre alle sanzioni che sono già attualmente in vigore: tuttora chi dà lavoro a un immigrato senza permesso è punito con l’arresto da tre mesi a un anno e una multa di cinquemila euro per ogni lavoratore impiegato. A questo si aggiungono le sanzioni amministrative per la violazione degli obblighi retributivi e contributivi.
Nel testo di prossima applicazione, è stato aggiunto anche un’aggravante per i casi di particolare sfruttamento: le pene per i datori aumentano infatti da un terzo alla metà se i lavoratori sono più di tre, se sono minori con meno di sedici anni, o se sono sottoposti a “condizioni di grave pericolo”, tenendo conto delle “caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro”.

Permesso di soggiorno a chi denuncia il datore di lavoro in nero
Solo nei casi di grave sfruttamento, questa cosiddetta “Norma Rosarno” prevede che se il lavoratore denuncia il datore e collabora durante il processo, potrà ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Durerebbe sei mesi e sarebbe rinnovabile per un anno o più finchè si arriva alla fine del processo, ma potrebbe anche essere convertito in un permesso per lavoro se intanto il cittadino straniero trova un’altra occupazione, ovviamente regolare.

In attesa della pubblicazione del Testo Ufficiale che ci fornirà maggiori chiarimenti, si può consultare lo Schema di decreto per l’attuazione della direttiva 2009/ CE/52 approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta n.24 del 16 Aprile 2012.

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Informazioni su Italiena

Mediatrice transculturale di origine camerunese, vive a Roma dal 1992. Studi universitari in Sociologia, è anche consulente e formatrice su tematiche legate all'Intercultura.

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